Stampa

Storia

L’Istituto delle Suore Poverelle, detto anche Istituto Palazzolo, ha inizio a Bergamo il 22 maggio 1869.

Nei primi decenni dopo la fondazione, si espande nelle province di Bergamo, Brescia e Vicenza e ai primi del Novecento conta 30 case e 145 suore. Grazie alle numerose vocazioni, risponde a moltissime nuove richieste di servizio alle povertà di quel tempo: orfani, anziani, malati cronici, giovani operaie convittrici, ragazze affidate dalle questure, carcerate, malati infettivi, malati mentali, soldati negli ospedali militari, sfollati, immigrati dal sud del paese, emigranti all’estero particolarmente in Francia, Belgio, Lussemburgo, Svizzera.

Durante la guerra del 1940-45 le suore condividono con la gente miseria, paura, rischi: diverse comunità vengono sfollate e i militari requisiscono case e beni. Le case di Roma, Milano, Brescia e Vicenza vengono bombardate e gli ospiti, con le suore, ripetutamente trasferiti in ambienti di fortuna. Nelle case di Milano e della bergamasca vengono aiutati e nascosti ricercati politici e centinaia di ebrei.

Gli anni del dopoguerra sono segnati da un forte impegno nella ricostruzione e le Suore delle Poverelle rispondono con nuove presenze nel centro e sud Italia: Emilia, Abruzzo, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Nel 1952 si realizza la desiderata apertura missionaria della congregazione con le prime cinque suore inviate nell’ospedale di Kikwit, la prima casa in Congo. A questa segue l’apertura di comunità in Costa d’Avorio (1974), in Malawi (1983), in Brasile (1989), in Kenya (1998), in Burkina Faso (2004) e in Perù (2005), con servizi che vanno dalla cura dei malati, alla scolarizzazione dei minori; dall’accoglienza dei bambini abbandonati o sfruttati, alla promozione della donna; dalla pastorale nelle estese parrocchie di periferia, all’educazione sanitaria nei villaggi o nelle favelas.

Contattaci

  • Istituto delle Suore delle Poverelle – Istituto Palazzolo ◦ Via Calepio 1 – 25031 Capriolo (BS)
    Tel 030.7365507 - Cell 335.7548708 - Fax 030.7365348  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.